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A volte ritornano (Fantasticheria IV)
Chiusi la porta senza appendere il cartello "Torno subito". Intuivo che la mia assenza si sarebbe protratta a lungo. Durante questi mesi mi sono dovuto occupare di un trasloco. Possedevo un castello con 37 stanze arredate di tutto punto. Tempo, impegno e fatica ci sono voluti per traferire altrove i mobili, le suppellettili, le stoviglie... Ma le maggiori difficoltà le ho incontrate durante l'impervio tentativo di far entrare tutto l'ambaradam in una minuscola casetta di periferia. Ho dovuto rinunciare - dunque gettare (in molti casi stipare in un deposito...) - a molte cose. Ora che sono riuscito a completare l'opera (difficile presagire con quali esiti), dimentico dei sudori, dei vari attacchi di lombalgia - più o meno acuti e per fortuna risolti con l'unguento miracoloso che di tanto in tanto mi mandava, direttamente dalle pendici dell'Etna, Maghetta Streghetta (sono ancora vivo!), la più cara e premurosa "brujas" del web -, proverò a riaprire la porticina della mia nuova residenza e siate tutti i benvenuti. Lo spazio è ristretto, ma il focolare è sempre vivo; il fiasco di vino a disposizione. Per ora semplicemente ringrazio coloro che mi hanno scritto o lasciato qualche commento su queste pagine; ad essi risponderò il prima possibile, e spero avremo modo di scambiarci in seguito - magari in un periodo meno vacanziero, qui e/o altrove, da loro - una battuta, un'idea, un'osservazione.
Tra l'altro, in quest'ultimo periodo, "ho mancato al tempo"... e al cinema. Ne ho visto poco, tra le nuove uscite, in sala. Fortunatamente non mi sono sfuggiti due film che ho molto apprezzato e particolarmente amato. Il primo è 13-Tzameti del georgiano Gela Babluani, già visto all'ultima mostra cinematografica di Venezia, nella sezione Giornate degli Autori, sul quale scrissi qualche appunto a caldo, subito dopo la visione - una rivelazione! - e che vorrei riproporre nel blog senza aggiungere o togliere nulla. Il film ottenne il premio Miglior Opera Prima, e, contro le mie pessimistiche previsioni (conscio della sorte riservata a molte opere "vetrina" che ci ricordano cosa sia il cinema con maiuscola, e che, ciò nonostante, passata la baldoria festivaliera, restano fin troppo spesso relegate nell'oltraggioso limbo dell'invisibilità), è stato, seppur brevemente, distribuito nella sale (in alcune note sale di certe altrettanto note e fortunate città italiane), in piena calura estiva, quando il pubblico, scarso per via delle vacanze, è più at(dis)tratto dalle lucciole delle arene notturne che mediamente ripropongono i film della stagione appena trascorsa. Ma è già un risultato, meglio di niente, visto l'andazzo ( qui le ragioni del mio amore/odio per il "cinema ed arena")
Il secondo film è INSIDE MAN, di Spike Lee. Film molto noto che ha ricevuto giudizi unanimamente postitivi di pubblico e critica, ancora visionabile in alcune sale ed arene. Opera di successo, dunque, pur tuttavia avverto la sensazione che non sia stato magnificato in base al suo effettivo valore. Ho trovato il tempo e la voglia di recensirlo, ed anche se in ritardo, vorrei trasferire qui le mie impressioni.
